lunedì 5 gennaio 2015

Aperitivi in chiacchiere.

Anno nuovo, nuovi progetti. Non che se ne possa fare a meno, che la vita corre veloce, la crisi ci insegue tutti e io non ho ancora trovato un marito ricco che mi mantenga.
Dal 14 gennaio, insieme ad Alessia Guidi (biologa nutrizionista), Marcella Martinelli (sessuologa), Daniel Bravo (che lavora con gli adolescenti), Eleonora de Marchi (chef), e la padrona di casa Rossana Cal (psicologa del lavoro), lavoro a una serie di "Aperitivi in chiacchiere", dalle 19 alle 20, presso lo Studio Polifunzionale Cal, in galleria Landucci 6, a Mantova. L'ingresso è libero.
Qui trovate il calendario completo, sono certa che c'è qualcosa che solletica la vostra curiosità.
Vi aspettiamo.



mercoledì 30 luglio 2014

Meglio i ricchi

Non so se capita pure a voi, perché la crisi amplifica a tappeto paure e debolezze, ma io mi sento smarrita e sono circondata da persone in difficoltà.
Questo, invece di provare la verità del vecchio detto mal comune, mezzo gaudio, peggiora il mio stato d'ansia, dato che mi pare non ci sia dove andare, e che un immenso blob nero e appiccicoso sta per travolgerci tutti.
Quando tradussi La scienza del diventare ricchi, un vecchio libro degli inizi del Novecento sulla Legge di Attrazione (scritto mentre ci si avvicinava alla Grande Depressione), un consiglio che vi era contenuto fece discutere in redazione: quello di non pensare ai poveri, di concentrarsi solo su chi stava meglio. C'è chi disse che si trattava di egoismo all'ennesima potenza, pura spietatezza, ma capisco che era invece un consiglio saggio: guardare chi sta meglio dà la speranza che serve per alzarsi la mattina e continuare a provarci, anche quando si sente forte il complesso del criceto: corri, corri, corri e non vai da nessuna parte.
Oggi è ancora più difficile, ma che alternativa c'è?

sabato 12 luglio 2014

Le regole non tolgono libertà

C'è questa fregola della libertà: voglio fare quello che mi pare, dire ciò che penso senza filtri, essere quello che sono ... come se le regole, per me indispensabili per convivere civilmente, senza scatenare istinti omicidi, impedissero di esprimersi.
Chiunque abbia studiato musica un pochino sa che si muove secondo regole rigide: matematiche, prima di tutto, che il tempo è espresso in frazioni (4/4, 3/8, 2/2 e così via), per cui in ogni battuta ci devono essere valori che - sommati - diano quel risultato e non altri. Le note sono sette, più cinque alterazioni, e fanno dodici. Non ce ne sono tredici o quindici o diciotto. Dodici ne hai e dodici ne puoi usare. Da un certo accordo non puoi andare dove ti pare, ma devi prendere direzioni ben definite, indicate dall'armonia.
Eppure quanti generi musicali, e quante melodie, e quante opere, e quante canzoni si sono prodotte nei secoli?
Ci vedete ancora una limitazione della libertà di espressione?

lunedì 7 luglio 2014

Abbandonare le resistenze


Purtroppo non abbiamo il controllo su quasi niente ci accada nella vita. Quando le cose si fanno difficili dirsi: "Addà passà a nuttata", per usare le parole di Eduardo De Filippo, è una vera strategia di sopravvivenza.
Niente è immobile, le cose cambiano: a volte, fermarsi è l'unica cosa da fare. Serve a recuperare energia, a quietare i pensieri, a trovare inaspettate soluzioni.

venerdì 4 luglio 2014

Combattere lo stress su tutti i fronti


Che ogni situazione si rifletta su di noi, come un'unica entità, corpo e mente, credo sia un concetto ormai assodato. Ma di solito ci tocca dividerci fra diversi professionisti per cercare di alleviare il disagio: l'estetista che ci faccia un massaggio, l'allenatore che ci stanchi in palestra, magari lo psicoterapeuta al quale raccontare i nostri guai.
A Mantova c'è chi ha pensato di creare un pacchetto per gli stressati in cerca di sollievo, tra palestra e psicologa.
Il percorso di allenamento fisico consta di diciassette sedute in palestra, tre delle quali con un personal trainer; seguiranno tre sedute di stretching e respirazione, un trattamento shiatsu e una seduta nel bagno turco. E se ne venite fuori con un solo muscolo contratto, allora sono guai.
A questo si unisce un percorso con la psicologa, che spiegherà come fronteggiare lo stress, gestire il tempo e le emozioni, e come comunicare efficacemente. Chi volesse può aggiungere altri quattro moduli: gestione dei conflitti, pensare in modo positivo, efficacia lavorativa, resistenza alle difficoltà.

Chi volesse più informazioni può rivolgersi alla Palestra Olos di Virgilio - tel. 0376280840 - olos@apa.mn.it - www.palestraolos.it

Dottoressa Rossana Elena Cal - tel. 03761812941 - direzione@mievolvo.it - www.mievolvo.it

venerdì 2 maggio 2014

Pensa negativo, che ti fa bene.

In questi giorni sono capitati, sulla mia scrivania, ben due manoscritti che parlano di pensiero positivo. E non ne parlano bene.
In sintesi, dicono gli autori, il pensiero positivo può avere conseguenze paradossalmente opposte: se sei convinto che puoi avere tutto quello che desideri, ma poi non ci riesci, non puoi far altro che sentirti un gran pirla.
In fondo, cosa ti han detto che devi fare? Pensarti su una bella macchina, in una bella casa, con un sacco di soldi, e Hugh Jackman al tuo fianco. E avrai tutto ciò, o almeno qualcosa di molto simile. Non succede? E allora non hai pensato giusto o abbastanza forte o non abbastanza convinto.
Invece, poche cose sono sotto il nostro controllo, quindi il massimo che possiamo fare è essere fieri dei nostri sforzi e della nostra capacità di attraversare una vita sempre più difficile. E magari adottare qualche strategia per cercare di difenderci al meglio dai cretini che ci circondano e non farci fare a pezzi.
In più, e questo mi pare il punto più intelligente, se i sentimenti negativi fossero tutti inutili o dannosi, sarebbero andati persi nell'evoluzione, e invece la rabbia può servire come propellente, il complesso di colpa ci limita nelle azioni discutibili, l'ansia per evitare i pericoli ...
In realtà, come in ogni cosa, la verità sta nel mezzo: se non speri in un futuro migliore, non farai nulla per ottenerlo. L'importante è che poi non ti senti frustrato perché agli altri va meglio che a te. In compenso, non colpevolizzarsi perché non riesci a centrare tutti i tuoi obiettivi è altrettanto corretto: non siamo soli, in questo mondaccio cane, e ogni giorno è una battaglia contro l'ottusità e la cattiveria.
Comunque, io ho intenzione di sfruttare al massimo il consiglio: ultimamente sono di umore schifoso e va bene così. Ho i miei buoni motivi e al diavolo l'ottimismo (solo per un po'.)


domenica 23 marzo 2014

Quel che è semplice non è facile

Al netto delle convinzioni religiose, la Bibbia è piena di buoni consigli. Per esempio, quando Dio decide di spazzare via Sodoma e Gomorra, vuole salvare Lot e la sua famiglia, ma dà loro un ordine: durante la fuga, non devono voltarsi mai indietro.
La moglie di Lot, Zoar, non ce la fa - ed è comprensibile: stai lasciando la tua città, la tua casa, la tua intera vita. Voglio vedere chi non si volterebbe per dare un ultimo, nostalgico sguardo - e viene trasformata in una statua di sale.

Rimuginare sul passato o rimpiangere quanto si è perso ci impedisce di vivere ancora. L'esistenza intorno a noi procede a passi da gigante e noi siamo lì, intrappolate, a domandarci se abbiamo fatto bene o se abbiamo sbagliato; se avremo mai più un'occasione simile; se ci sentiremo mai più altrettanto felici.
Ci costringiamo a una vita a metà, perché non riusciamo a rassegnarci al fatto che quel che è passato è, appunto, passato: non c'è modo di tornare indietro e non c'è modo di cambiare quanto accaduto. L'unica cosa possibile è andare avanti, avanti, avanti, con la consapevolezza di quel che si è imparato, ma mai fermarsi, che è uno spreco di tempo e risorse.
Bisognerebbe imparare a essere lievi come piume, e a farsi trascinare dalla corrente, senza attaccamenti. Per evitare di finire come in quel famoso aforisma di John Lennon: "La vita è quella cosa che ci accade quando siamo occupati in altri progetti". Tipo piangerci addosso.